La crisi, c’è o non c’è?
A me sembra che ci sia.
Sta per arrivare Natale e gente in giro se ne vede ma non tantissima, ho
ovviamente girato per negozi e non ho visto affollamento, ho guardato le facce
della gente e non ho visto espressioni particolarmente felici, ho parlato con qualcuno
e non ho sentito positività…..anzi.
Allora la crisi c’è o non c’è?
A giudicare dalla famiglia felice intorno a Dudù sembra che
non ci sia eppure ……. penso che ci sia. Qualcuno ha paragonato questo periodo a
quello post seconda guerra mondiale e, sebbene io l’abbia solo sfiorato ricordo
un senso di appartenenza allo Stato, una sana voglia di rimettersi in moto, una
sentita vicinanza con chi aveva avuto meno fortuna ma che non per questo andava
emarginato; due televisori su tutto un palazzo e la riunione a casa di chi
l’aveva, mi pare il giovedì, per vedere “ Lascia o raddoppia?” con Mike
Bongiorno. I cinema fumosi erano
strapieni poiché era uno dei pochi divertimenti oltre alle polverose sale di
liscio con le file di sedie alle pareti eppure ….. l’atmosfera era molto
diversa da quella odierna. Nel corso
degli anni, con il procedere del benessere, l’individualità e l’aridità dei
rapporti sono andate radicandosi dell’animo della gente e la prevaricazione ha
avuto il sopravvento sulla volontà di
venire incontro al prossimo. Chi più ha
più si tiene e non parlo solo del denaro bensì della voglia di aiutare il
prossimo anche solo con la parola o qualche atto di gentilezza; non è da ora ma
avrete notato che si fa fatica a salutare il prossimo, a portare la borsa della
spesa della vecchietta anche per un breve tratto, nessuno più (o quasi) cede il
posto sui mezzi pubblici ai più anziani e non parliamo sul dare la precedenza a
chi viene da destra, è la macchina più grande che ha la precedenza!
Un passo indietro al dopoguerra. Le stesse persone che si
sedevano nel salotto buono di chi possedeva una Tv ha avuto dei figli ed ha
cercato di dare loro quello che essi stessi non avevano avuto e questi figli
hanno avuto a loro volta dei figli ai quali hanno dato ancora di più. Ebbene, questa è la situazione che ha
creato e che continua a creare i guasti che vediamo ai giorni nostri, giovani
senza educazione civica e diritto morale perché hanno imparato dai loro
genitori che chi più ha più può! Non
esiste più il rispetto per lo Stato e non solo da parte dei giovani sentimento
questo aiutato non poco dal comportamento della nostra classe politica figlia e
nipote di quelle persone che nel dopoguerra si erano tirati su le maniche per
darsi da fare, non esiste più il rispetto per i corpi docenti né per le Forze
dell’Ordine e così proseguendo per tutta
una serie di cose per le quali ci siamo dimenticati il rispetto.
Non dobbiamo però dimenticare la Storia. Roma è stata padrona del mondo e di essa sono
rimaste un cumulo di macerie e la domanda è: riusciremo o riusciranno i nostri
ad evitare che della nostra Italia non rimanga un altrettanto simile cumulo di
macerie? Ai posteri……….